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  • Risposte di test


    1. Per ordinare gli array monodimensionali PHP ci viene incontro fornendoci moltissime funzioni.
      La più basilare è sort che ci permette di ordinare un array dal valore più piccolo a quello più grande riassegnando le chiavi. Questa funzione restituisce TRUE o FALSE in base al successo o meno dell'ordinamento e accetta due parametri. Il primo parametro è l'array che vogliamo ordinare e il secondo, facoltativo, è il metodo di ordinamento che può avere tre valori: SORT_REGULAR per comparare gli elementi in modo normale, SORT_NUMERIC per compararli in modo numerico e SORT_STRING per compararli come stringhe.
      Ecco un esempio:

      <?php $arr = array('pippo','pluto','paperino'); sort($arr); ?>


      Dopo l'utilizzo di questa funzione potrebbe essere necessario azzerare il contatore utilizzando la funzione reset.
      Le seguenti funzioni si utilizzano alla stesso modo di sort ma servono per ordinare gli array in modo diverso:

      • rsort ordina un array in ordine decrescente;
      • asort ordina un array in ordine crescente ma mantiene le chiavi;
      • arsort ordina un array in ordine decrescente ma mantiene le chiavi;
      • ksort ordina un array in base alle chiavi e non ai valori;
      • krsort ordina un array in base alle chiavi in ordine decrescente.


      Per ordinare un array in modo naturale si possono usare le funzioni natsort e natcasesort. Entrambe ordinano in ordine crescente e mantengono le chiavi con l'unica differenza che natcasesort non fa differenza tra lettere maiuscole e minuscole. Queste funzioni non restituiscono nulla e hanno solo un parametro, l'array che si vuole ordinare.
      Ecco un esempio:

      <?php $arr = array('pippo12.php','pippo2.php','pippo1.php'); $arr2 = $arr; sort($arr); natsort($arr2); ?>


      Il risultato di sort sarà un array con gli elementi in questo ordine: “pippo1.php”, “pippo12.php” e “pippo2.php”; invece il risultato di natsort sarà questo: “pippo1.php”, “pippo2.php” e “pippo12.php”.

      È possibile poi ordinare un array in base a una funzione definita dal programmatore. Per far ciò si può utilizzare la funzione usort che restituisce TRUE o FALSE in base al successo o meno dell'ordinamento e accetta due parametri. Il primo parametro è l'array da ordinare e il secondo è il nome della funzione definita dal programmatore.
      La funzione definita dal programmatore deve accettare due parametri che saranno i due valori da confrontare e deve restituire un numero intero minore di zero se il primo parametro è minore del secondo, zero se i due parametri sono uguale e un numero intero maggiore di zero se il secondo parametro è maggiore del secondo.

      <?php function sortAccordingMe($a,$b){ if($a==$b) return 0; else if($a<$b) return -1; else return 1; } $arr = array('pippo','pluto','paperino'); usort($arr,'sortAccordingMe'); ?>


      Altre due funzioni simili nel funzionamento a usort sono uasort che mantiene le chiavi e uksort che ordina in base alle chiavi e non ai valori.


    2. Se ti trovi qui, e perchè vuoi disinstallare completamente Firefox, ebbene si il processo di default automatico, permette solo di cancellare il software, ma non le cartelle e tutti i dati che hai salvato in precedenza, perchè quando rinstallerai il programma avrai le cose di prima con la relativa pesantezza:

      Ecco come cancellare.

      Apri una cartella qualsiasi e digita sul percorso questo:

      %APPDATA%\Mozilla\

      Cancellate a questo punto tutte e due le cartelle, così alla prossima installazione di firefox ricomincerete da 0.

       

       

       

       

       


    3. Il sarcofago di Chernobyl: allarme attuale e pericolo imminente
      rhu05t.jpg                                                                                 
      L'incidente alla centrale di Chernobyl è stato il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare. È uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 e massimo della scala INES dell'IAEA, insieme all'incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.

      Oggi, a 26 anni da quel giorno, secondo i dati ufficiali, ci sono aree estremamente contaminate sia in Bielorussia sia in Ucraina ma ci sono aree contaminate anche in Europa perché il suolo si è contaminato in corrispondenza del passaggio della nube quando pioveva. Ma anche dopo l'incidente fino ad oggi si sono riscontrate nubi tossiche per via dell'infiltrazione dell'acqua piovana nella sala reattore, a contatto con esso, alla temperatura di 1000 gradi l'acqua stessa evapora per toranare in ciclo nel globo attraverso le correnti d'aria.Abbiamo una mappa europea di contaminazione del cesio 137 nella quale vediamo che ci sono zone dell'Austria molto contaminate, l'Italia è stata parzialmente protetta dalle Alpi, abbiamo ancora delle zone alpine che hanno una certa contaminazione, il cesio 137 si riduce a un millesimo di quello che era all'inizio dopo 3 secoli quindi la contaminazione del nucleare sia a Chernobyl sia a Fukushima è di lungo periodo.


      La sindrome cinese; il rischio del Meltdown

      Fu' sicuro precursore di meltdown l'incidente di Three Mile Island del 1979 che non fu' sufficientemente preso in condiderazione come campanello di allarme per far si' che si aumentassero i livelli di sicurezza in caso di fusione del nocciolo, cosa che nella centrale di Three Mile avvenne parzialemente e venne classificato in incidente di livello 5.

      Meltdown nucleare (letteralmente "scioglimento" in lingua inglese) si riferisce al cambiamento di stato fisico dallo stato solido a quello di liquido di alcune o di tutte le barre di combustibile e delle aste in zirconio dove sono contenute per la loro 'fusione termica' all'interno di un reattore nucleare. Il blocco di combustibile, costituito da uranio arricchito al 2-4%, più acciaio del vessel, più zircalloy e altri elementi (alcuni di questi prodotti di fissione) si raccoglie sul pavimento in cemento armato rafforzato del reattore nucleare (oppure sul "core-catcher") e può perforarlo, andando ad inquinare la falda freatica o a scendere in profondità, fino a raggiungere profondità estreme nella corteccia terrestre, in quella che impropriamente viene definita la "sindrome cinese" (dall'omonimo film).

      Gli effetti di un meltdown nucleare dipendono da vari dispositivi di sicurezza incorporati nel progetto del reattore o attorno ad esso (nei vari contenimenti). Un reattore nucleare moderno è concepito sia per abbassare enormemente le probabilità del meltdown, che per contenere gli effetti di quest'eventualità.

      Lo scenario più temibile in caso di incidente è che il combustile e il materiale radioattivo presenti nel nocciolo contaminino (in modo più o meno violento e incontrollato) l’ambiente esterno. Per arrivare a questo punto devono venire a mancare i vari livelli di contenimento, e in particolare deve cedere l’involucro del nocciolo. Quest’ultimo è l’evento a cui i media si riferiscono talvolta come “fusione del nucleo”, generando confusione con il concetto, completamente diverso, di fusione nucleare: in realtà, in questo caso si tratta di fusione di tipo ordinario, ovvero dello “squagliarsi” del nocciolo (in effetti, il termine informale inglese è “meltdown”) che può – nell’ipotesi peggiore – “colare” raggiungendo la base del reattore, eventualmente penetrando nel terreno e contaminando l’ambiente. Il meltdown non implica però di per sé necessariamente lo spargimento di sostanze radioattive nell’ambiente esterno. È uno degli esiti potenziali, ma dipende da una serie di altri fattori concomitanti, come la resistenza, o meno, degli altri livelli di contenimento del reattore. In ogni caso, dopo un meltdown, la rimozione del materiale del nocciolo può diventare proibitiva o impossibile, e potrebbe essere necessario sigillare permanentemente l’interno del reattore.

       Il termine “sindrome cinese” è un modo di dire iperbolico, usato per dare l’idea di un nocciolo squagliato che penetra nel terreno, scendendo sempre più in profondità, fino probabilmente al raggiungimento del nucleo della terra per la forza di gravita' da esso generato. Per scongiurare questo rischio i reattori sono costruiti in modo da schermare il più possibile il terreno in caso di meltdown. Il film dal titolo omonimo uscì poco prima di un grave incidente nella centrale americana di Three Mile Island.

      In pratica, comunque, un meltdown nucleare è spesso parte di una catena molto più lunga di disastri. Come per Fukushima c'e' stato lo tsunami, a Chernobyl c'e' stata una lunghissima serie di circostanze che hanno portato alla catastrofe, come la mancata trasparenza dei piani ingegneristi dell'impianto al livello non proprio consono di persone qualificate che lavoravano nella famosa centrale.

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      Questa mappa, databile a qualche mese dall'incidente, risulta ancora utilizzabile, poiche' solo nelle zone definite in rosa si ha una diminuzione di cesio 137 ed altre sostanze altamente nocive.


      CHERNOBYL 26 ANNI DOPO

      Un incidente che causò 100mila morti. Ancora oggi le radiazioni sono presenti in molte zone d'Europa. L'Italia scampò al cesio grazie alle Alpi. I danni? Passeranno fra 200 anni, ma i governi stanno attuando il piano salvasarcofaco, di cui i costi sono esorbitanti, superiori al miliardo di dollaro.
      Tra queste stime si segnala il rapporto di Greenpeace che fornisce stime di 100.000 ~ 270.000 vittime, fino ad arrivare a presentare addirittura la cifra di 6 milioni di morti per tumore direttamente imputabili a Chernobyl fra tutta la popolazione globale mondiale.
      Ad esempio solo adesso, dopo 26 anni, in Inghilterra hanno accettato di non dare più restrizioni ai prodotti caseari di allevamento delle pecore in Cambria, questo per dire che dovremo seguire la contaminazione dovuta a Chernobyl ancora per diverse decine di anni, e nei punti più coinvolti la contaminazione rimarrà importante ancora per un paio di secoli. Precauzioni che in italia ovviamente non sono neanche state prese in considerazione a scapito della nostra salute.


      La contaminazione nell'uomo

      Nel momento in cui gli esseri umani sono riusciti a dividere l’atomo, hanno intrapreso un processo destinato ad accrescere il livello e la diversità delle radiazioni ambientali sulla terra. Il processo di fissione dell’uranio all’interno dei reattori nucleari crea più di 200 nuovi elementi radioattivi creati dall’uomo. Alcuni “sopravvivono” solo alcuni secondi; alcuni restano radioattivi per milioni di anni.
      Una volta creati, questi elementi diabolici trovano inevitabilmente una strada per arrivare all’ambiente e inserirsi all’interno degli organismi riproduttivi di piante, animali ed esseri umani. Lì determinano mutazioni nei geni contenuti nelle cellule riproduttive, causando malattie e morte nella generazione nascente, o trasmettendo un disturbo genetico nascosto a progenie disanti sulla linea del tempo. Questo perchè, la maggioranza delle mutazioni causa malattie, mentre le mutazioni positive sono infrequenti e richiedono diverso tempo, stimabile in generazioni anni per far sentire i propri effetti.

      Questo fenomeno è conosciuto in medicina come "Teratogenesi". (nota 2 galleria fotografica)
      La teratogenesi (dal greco "creazione di mostri") indica lo sviluppo anormale di alcune regioni del feto durante la gravidanza, che si traduce nella nascita di un bambino che presenta gravi difetti congeniti. La scienza che studia le malformazioni e le anomalie congenite è detta teratologia. Gli elementi teratogeni piu' diffusi si trovano in particolar modo nei medicinali (nota 1 a fine pagina, una lista) ma tra gli elementi piu' conosciuti abbiamo sicuramente la diossina, proveniente da diserbanti, tra cui il famoso "Agente Orange", sostanza diserbante massicciamente usata durante la guerra del vietnam, dove ancora adesso si riscontrano un numero intollerabile di tumori e malformazioni congenite.
      È detta teratogena una sostanza che può provocare tali malformazioni qualora la madre venga esposta ad essa durante la gravidanza o, in alcuni casi, anche prima di essa.
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      I mezzi militari utilizzati per l'evacuazione nei paesi vicini alla centrale nel raggio di 30km. Questi mezzi non saranno mai piu' utilizzati percheì considerati radioattivi.
       
      Necessità di  riparazioni

      Le repubbliche - oggi paesi indipendenti - di Ucraina, Bielorussia e Russia, sono tuttora gravate dagli ingenti costi di decontaminazione e le popolazioni delle aree contaminate subiscono gli effetti dell'incidente.
      Il sarcofago non è un contenitore permanente e duraturo per il reattore distrutto a causa della sua affrettata costruzione, spesso eseguita a distanza con l'impiego di robot industriali. Il progetto originario aveva considerato una durata massima del sarcofago di 30 anni, in quanto esso era stato previsto solo come misura di emergenza temporanea per dare il tempo di realizzare una struttura permanente.
      Nonostante vengano periodicamente eseguiti dei lavori di ristrutturazione e consolidamento, l'edificio sta invecchiando. La presenza di crepe nella struttura ne può accelerare il deterioramento e permette le infiltrazioni di acqua. Inoltre l'edificio non venne costruito su solide fondamenta, perciò sprofonda lentamente nel terreno deformandosi.
      Sono stati discussi molti piani per la costruzione di un contenitore più duraturo ma, finora, si sono rivelati tutti troppo costosi o pericolosi da mettere in atto. Il costo attualmente stimato per una nuova copertura si aggira attorno al miliardo di euro, la difficoltà nel reperire i fondi è evidente e fino ad oggi sembra siano stati stanziati soltanto i due terzi della somma necessaria.


       Nuovo sarcofago

      Nel 1997 al vertice del G7 a Denver, fu fondata la Chernobyl Shelter Fund per raccogliere fondi per mettere in sicurezza il reattore. Il nuovo progetto prevede la costruzione di un nuovo sarcofago di diversa concezione, realizzato con materiali più sicuri e montato su binari. La struttura a cupola successivamente dovrebbe essere spinta fino sopra il vecchio sarcofago così da evitare agli addetti ai lavori l'esposizione diretta alle radiazioni. Nel 1998 il costo stimato per la sua progettazione e realizzazione raggiungeva i 780 milioni di dollari (585.594.360 euro). Ora è levitato oltre il miliardo di dollari (751 milioni di euro). Metterebbe in sicurezza il sito per circa 100 anni. La Shelter Implementation Plan (SIP) è una cooperativa che si adopera per raccogliere i fondi per la realizzazione della nuova cupola, che la sola Ucraina non sarebbe in grado di fronteggiare. La SIP è composta e supportata dall'Unione europea, dagli Stati Uniti e dalla stessa Ucraina. Le uniche modifiche apportate al sarcofago fino ai nostri giorni sono state la realizzazione di accessi per la manutenzione ed il monitoraggio del tetto ed un sistema per il controllo delle polveri.

      Il progetto del nuovo sarcofago (NSC) prevede la realizzazione di una struttura a doppia volta (una sopra l'altra) di altezza massima pari a 92.5 metri e costituita da un totale di 85 elementi. Parte della struttura verrà costruita esternamente al sito e verrà assemblato il tutto a 180 metri di distanza dal reattore. Gli archi saranno composti da materiale tubulare d'acciaio resistente e relativamente leggero per diminuire il peso della struttura e i costi d'assemblaggio e successivamente verranno ricoperti con tre strati di pannelli poi ulteriormente rivestiti di Lexan, resina termoplastica di policarbonato in grado di prevenire l'accumularsi di particelle radioattive tra i vari corpi della volta. Tra l'arco superiore, di campata pari a 270 metri e quello inferiore, di campata pari a 240 metri, intercorre nel punto più alto uno spazio di 12 metri. Saranno realizzate 12 doppie volte di una lunghezza di 13,5 metri e una volta assemblate formeranno un unico corpo lungo oltre 150 metri. Dopodiché verranno costruite delle pareti laterali e non verranno più sfruttate le macerie ed il vecchio sarcofago come struttura portante. Si cercherà di rendere il tutto meno pesante possibile e gli scavi per la costruzione delle fondazioni saranno minimi per evitare di smuovere terreno in superficie ancora fortemente contaminato formato da terra, sabbia, detriti della costruzione del primo sarcofago e scorie radioattive. Verranno posati dei binari per spostare la struttura direttamente sopra il sarcofago così da evitare agli operai che realizzeranno la struttura l'esposizione alle radiazioni. Il progetto finito il 12 febbraio 2004 è stato approvato un mese dopo dal governo Ucraino, ma è ancora sottoposto a continue verifiche e non si sa precisamente quando e come verrà realizzato. Il 26 aprile 2007 venne dichiarato che il sito di costruzione è in fase di preparazione ma senza specificare altro. Il 17 settembre 2007 la BBC ha dichiarato che stanno susseguendosi i lavori. Sono previsti 5 anni per il completamento del NSC, ma la mancanza dei fondi necessari e i continui intoppi burocratici ed economici potranno far subire alterazioni alle stime di realizzazione. Negli ultimi anni si teme fortemente che il sarcofago del reattore n.4 possa cedere, anche per via delle radiazioni, che facilitano la decomposizione del sarcofago. Il vecchio sarcofago, progettato per durare fino al 2016, deve essere infatti ormai rimpiazzato al più presto perché si teme che una nuova nube composta da 5 tonnellate di polveri radioattive (sulle 190 tonnellate di materiale radioattivo contenuto nel reattore), si liberino nell' atmosfera europea.


      Note ed approfondimenti;


      * Un lavoro iniziale su radiazioni e genetica fu realizzato nel 1927 dal dottor H.J. Muller, che irradiò degli insetti noti come “moscerini dell’aceto”. Questi moscerini si riproducono molto velocemente, e Muller potè osservare gli effetti su centinaia di generazioni in un ristretto spazio di tempo. Per esempio, verificò che le radiazioni avevano indotto una mutazione dominante, ossia la presenza di un’ala deforme, e che essa poteva essere passata attraverso molte generazioni di moscerini. Muller ricevette il premio Nobel per questo lavoro pionieristico. Altri ricercatori da allora hanno verificato le sue scoperte, e si è dimostrato che il numero di mutazioni è in diretto rapporto alla quantità complessiva di radiazioni ricevute dagli organi riproduttivi, sia essa una singola dose abbondante o molte dosi quantitativamente limitate.

      * Le radiazioni inducono mutazioni dominanti, recessive, o legate al sesso (portate cioè dal cromosoma femminile X o nel mitocondrio cellulare, che determina alcune caratteristiche genetiche). Molte condizioni come il diabete, la fibrosi cistica, la distrofia muscolare e certe forme di ritardo mentale sono malattie recessive. Due affezioni genetiche tipicamente legate al sesso sono l’acromatopsia (cecità ai colori) e l’emofilia (malattia ereditaria recessiva umana comportante una grave insufficienza nella coagulazione del sangue). In letteratura ad oggi sono descritte in totale 16.604 malattie geneticamente trasmettibili

      * Tutte le cellule umane hanno quarantacinque cromosomi nei loro nuclei, e gli stessi geni sono sistemati a coppie lungo ventitre coppie di cromosomi. Al di là delle trasformazioni genetiche, le radiazioni possono causare la rottura dei cromosomi, cosa che può portare alla nascita di un bambino affetto dalla sindrome di Down, o qualche altro disordine fisico o mentale. Un feto normale con geni e cromosomi completamente funzionanti può anche essere danneggiato dall’esposizione a radiazioni esterne. Qualche elemento radioattivo può anche superare la placenta e depositarsi nel feto, uccidendo quella particolare cellula che poi potrebbe formare per esempio il setto del cuore, la metà destra del cervello, o il braccio sinistro. Questo processo patologico, che può sfociare in malformazioni cardiache, cerebrali, degli arti o di altri organi di un feto, è chiamato teratogenesi.

      * Si pensa che l’80% dei tumori che si registrano sia causato da fattori ambientali, mentre solo il 20% sia ereditato. Il cancro è sempre stato la piaga per l’umanità: si è riscontrato che alcune mummie egizie ne erano affette. Generalmente si ritiene che molti tumori, nel passato e nel presente, siano stati e siano causati da radiazioni ambientali. L’invecchiamento, ad esempio, espone le persone a crescenti dosi di radiazioni e agenti chimici carcinogeni, e per questo il tumore è generalmente una malattia della vecchiaia.

      * Quando l’enorme quantità di rifiuti radioattivi che si accumulano a seguito della produzione di energia e di armi nucleari comincerà a disperdersi e a contaminare l’acqua potabile e la catena alimentare in molte parti del mondo, la percentuale di esposizione a radiazioni da fonti radioattive generate dall’uomo aumenterà. In sostanza, quel 18% di esposizione attribuibile a questo genere di radiazioni aumenterà perchè i rifiuti nucleari rimangono altamente radioattivi per centinaia e migliaia di anni. Così, accendendo le nostre luci oggi, noi trasmettiamo ai nostri discendenti un’eredità radioattiva per il domani.


    4. Un gruppo di scienziati statunitensi ha dato il via a un progetto per “riportare in vita” i soggetti clinicamente morti. Sembra la trama di un film horror o di fantascienza, ma è tutto vero. La società biotech Bioquark ha infatti ricevuto l’approvazione dal governo Usa, inclusa la possibilità di reclutare (con permessi speciali ottenuti dalle famiglie) 20 pazienti clinicamente morti a seguito di una lesione cerebrale traumatica. Per riuscire nell’impresa, i ricercatori utilizzeranno un mix di terapie, tra cui la rigenerazione del cervello e l’iniezione di cellule staminali.

      La somministrazione delle terapie, dalla stimolazione neuronale all’iniezione di peptidi, durerà diversi mesi. Durante questo lasso di tempo, i soggetti saranno monitorati attraverso screening cerebrali per verificare i segni di un’eventuale “rigenerazione”. E qui, sì, la questione si fa “inquietante”: in caso di risultato positivo, il cervello dell’individuo “rinato” ripartirà da zero, assumendo un’identità completamente nuova. In altre parole sarà classificato come individuo X e la sua nuova vita avrà inizio da quel preciso momento. Un’ipotesi che però al momento è tra le meno plausibili.

      Al di là della “missione Frankenstein”, lo studio permetterà di ottenere informazioni uniche sullo stato di morte cerebrale, aprendo la strada a nuove terapie per affrontare stati di coma e vegetativi e patologie come Parkinson e Alzheimer. “Ci aspettiamo di osservare i primi risultati nei primi due-tre mesi“, ha il dottor Ira Pastor, Ceo di Bioquark.


    5. Lo sappiamo da sempre: la Terra gira su sé stessa e fa ogni giorno un giro, alternando il giorno e la notte (cosa impossibile se fosse ferma). Ma perché la Terra gira? Leggi qui!

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      Non è solo la Terra a girare su sé stessa nello spazio: tutti i pianeti ruotano. Con velocità e tempi di rotazione anche molto diversi tra loro. Su Venere, per esempio, un giorno dura la bellezza di 243 giorni terrestri, perché quel pianeta gira molto lentamente. Su Giove, invece, un giorno dura meno di 10 ore! Giove è un vero razzo!

      Tutta colpa del "botto" primordiale

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      Un'immagine d'artista per illustrare il Big Bang.


      La ragione di questa rotazione chiama in causa il Big Bang (l'esplosione primordiale che ha dato origine al nostro Universo) e le leggi della fisica, in una spiegazione molto complicata che riguarda una cosa chiamata "quantità di moto". 

      Semplificando moltissimo possiamo dire che dopo il Big Bang tutta la massa dell'Universo, composta di polvere e gas, ha continuato a muoversi e ha cominciato ad addensarsi. La scienza chiamata fisica ci dice che in un insieme quale il nostro universo conosciuto, la quantità totale di movimento delle cose che lo compongono rimane costante. Perciò, quando gas e polvere hanno cominciato a unirsi per creare le molecole e poi i pianeti, il movimento andato perso dai singoli atomi è stato trasferito all'insieme di quegli atomi, ossia ai pianeti. Le leggi della fisica, però, ci dicono pure che i pianeti possono compiere solo due movimenti: in avanti e su sé stessi. In avanti per girare attorno al Sole, e su sé stessi alternando il giorno alla notte, secondo di quale metà viene esposta alla nostra stella.

      Un esempio calcistico

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      Facciamo un esempio... calcistico: chi di voi gioca a pallone sa benissimo che quando gli capita di tirare colpendolo esattamente sulla metà, la palla si muove in avanti senza ruotare, e lo vediamo dagli scacchi che restano fermi (o si muovono pochissimo).
       
      Se, invece, colpiamo il pallone di lato, oltre al movimento in avanti gli diamo anche un "effetto", ossia lo costringiamo a ruotare pure su sé stesso: con i pianeti è accaduta esattamente al stessa cosa, con la differenza che la forza che ha impresso il loro movimento è l'immensa e inesauribile energia dell'Universo!

    6. Per quanto sia una pratica decisamente sconsigliabile il far lampeggiare del testo in una pagina web, ogni tanto la situazione, o il cliente, potrebbe richiederlo comunque (a me è capitato recentemente). Esiste un tag HTML – che suppongo non faccia parte degli standard W3C – non pienamente supportato da tutti i browser: <blink />. Questo tag, insieme a <marquee /> ed alle bellissimissime gif animate, rendeva piuttosto movimentate, per usare un eufemismo, le pagine web degli anni ’90. Siccome non è né supportato né valido, ho utilizzato jQuery per ottenere lo stesso risultato scrivendo questa funzione di 2 righe:

      function blink() {
        $('.blink').each(function() {
          $(this).css('visibility', $(this).css('visibility') != 'hidden' ? 'hidden' : 'visible');
        });
      }
      
      $(document).ready(function() {
        setInterval("blink()", 800);
      }); - See more at: http://www.facechat.it/index.php?/forums/topic/2009-testo-lampeggiante-blink-con-jquery/#sthash.hz82Rg5Y.dpuf
       

      La funzione vera è propria è blink(), che viene eseguita ogni 800 millisecondi da setTimeout(). blink() nasconde o visualizza tutti gli elementi con class="blink". Ho usato l’attributo di stile visibility anziché display per mantenere le dimensioni dello spazio occupato dall’elemento.

      E’ vero, era tanto che non scrivevo nulla e di certo questo non è un articolo da “grande ritorno”. Per ora accontentiamoci.


    7. Creare una chiavetta USB avviabile a partire da qualsiasi immagine in formato ISO.

       

      Una delle cose più interessanti che ho scoperto ultimamente è come masterizzare un'immagine iso su chiave USB. Ora vi spiego come procedere passo-passo.

      Occorrente

      UNetbootin
      Un immagine ISO

      UNetbootin per WINDOWS | Altre info su UNetbootin

      Procedura

      1. Inserire una chiavetta USB
      2. formattare la chiavetta in FAT32 (va bene anche la formattazione veloce)
      Start > Computer > click destro sopra l'unità della chiavetta > Formatta > spunta la casella Formattazione veloce > Click su Avvia

      3. Aprire UNetboorin selezionare Diskimage > click sul pulsante con i tre puntini.
      4. a questo punto cerchiamo il nostro file ISO nel computer.
      5. selezioniamo Periferica USB da Type e la lettera dell'unità da DRIVE.
      6. ora premiamo OK
      7. alla fine del procedimento abbiamo una Chiavetta USB Avviabile!

      Non vi resta che riavviare il computer e impostare opportunamente il BIOS per l'avvio da USB.


    8. Le videochat sono una delle tipologie di servizi/siti internet dove con la webcam ci si può vedere in video con altre persone, parlare al microfono e chattare.

       

      Luoghi virtuali dove conoscere altri utenti provenienti da ogni parte d’Italia ma anche da altre nazioni estere, magari per fare nuove amicizie o per passare un po’ il tempo sul web.

       

      A tale proposito a seguire andiamo a vedere una lista di videochat gratis da usare subito senza registrazione, videochat italiane e straniere.

       

      1.Facechat.it

       

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      Chi siamo

       

      Facechat è una community con tanti iscritti in Italia, attiva dal 2015, un sito di incontri online tra persone provenienti da ogni dove, uniti dal desiderio comune di cercare amicizia, amore, incontri, spazi e modi di divertimento comune. E’, quindi, un luogo virtuale in cui gli utenti possono incontrarsi, fare amicizia, scambiarsi opinioni, parlare dei propri interessi e perché no, trovare l’anima gemella. Iscrivendoti a Facechat, hai la possibilità di creare un profilo personale sul quale potrai descrivere te stesso e la tua vita, mostrare le tue foto, inviare messaggi agli altri utenti, chattare, cercare il tuo partner e la cosa più importante, potrai incontrare persone nella tua città ovunque tu sia.

       

      Registrazione gratuita.


    9. Vi voglio presentare uno strumento online davvero utile e che incuriosisce molto: Way Back Machine.

      È in pratica un grande archivio dove vengono registrate tutte le pagine dei vari siti Web. In pratica immettendo l’indirizzo di un sito permette di visualizzarne tutte le vecchie versioni e di poterci navigare pure. Ovviamente i siti non sono completamente navigabili, ovvio che alcune immagini non sono disponibili o alcune pagine.
      Le varie versioni sono divise in ordine cronologico.

      Tramite questo bellissimo servizio online si riesce a vedere com’erano e come si sono evoluti i vari portali.
      Io personalmente mi sono molto divertito a vedere i siti che mi piacciono di più e vedere le loro prime versioni, molto semplici, con poche immagini, un Web molto diverso da quello che tuttora vediamo.

      Questa è la Home di Html.it nel 2000, molto diversa da ora

      Questa è la Home di Html.it nel 2000, molto diversa da ora

      Mi è piaciuto vedere l’evoluzione di Internet e navigare in siti anche molto vecchi (2000, 2001) mi ha portato un po’ di nostalgia…


    10. Ho scoperto per la prima volta i tradimenti di mio marito quando eravamo sposati da appena due mesi. Io avevo 22 anni, lui 30.
      Ho trovato due ricevute di due motel diversi, fuori città, nella tasca della sua giacca.
      Non era stato ingenuo a lasciarle lì. Tra noi c'era un rapporto di massima fiducia e io non mi sarei mai sognata di controllare nelle sue tasche. Era sempre lui tra l'altro che portava la roba in tintoria, le cose mie e le cose sue. Quel giorno ci fu un errore, pensavo che era una mia giacca e stavo cercando l'accendino.
      Quelle ricevute di motel avevano come orario la sua pausa pranzo. Le ho prese, le ho lette e rilette decine di volte, quasi sperando di sbagliarmi.
      Lui la sera è tornato e io gliele ho sventolate davanti.
      "Perchè mi hai tradito?" Faticavo a trattenere le lacrime.
      "Non ti ho tradito! Quelle non sono ricevute mie ma di un collega che ha la moglie gelosa e mi ha chiesto di tenergliele."

      "Ah. E' gelosa e lui la tradisce."
      "Si. Non sono affari nostri. Non è un tradimento che riguarda noi, tranquilla."
      La discussione è finita lì. Ma già allora non mi aveva convinta. Ero troppo giovane però, e innamorata, per mettere in discussione il mio matrimonio per un'eventuale infedeltà di mio marito di cui non avevo prove concrete. Ho cercato di non pensarci, di mettere la testa sotto la sabbia. Grandissimo errore di tutte noi donne sposate o accompagnate a traditori seriali.
      Qualche giorno dopo la nascita di nostro figlio, un anno dopo, scopro altre corna. E stavolta non c'è alcun margine per pensare a uno sbaglio. Sono a casa con il bimbo di pochi giorni, telefona una donna. Si presenta come l'amante di mio marito e mi dice che avevo sposato un grandissimo verme bugiardo. Lei sapeva che il nostro matrimonio era in crisi e solo da poco aveva saputo, tramite altre persone, che avevamo avuto un figlio.
      Io sono rimasta ad ascoltare la sedicente amante in silenzio. Quando ha finito, non ho detto una parola e ho attaccato. Lei ha richiamato più volte, io non ho risposto.
      Ho pianto tutte le lacrime che potevo piangere. E la sera, quando il traditore verme è rientrato, non ho avuto il coraggio di dirgli nulla. A che pro? Avrebbe detto che la sedicente amante era una pazza, una mitomane. Avrebbe negato ancora le sue responsabilità.

      Mi sono confidata con mia madre. Lei, donna all'antica, mi ha detto che dovevo sopportare, per il bene del bambino. E se proprio non ce la facevo più, avrei dovuto farmi un amante anche io. Tutto, pur di non rovinare il matrimonio e sfasciare la famiglia.
      Ho provato a entrare in quest'ottica ma l'idea di vivere intimità con altri uomini mi metteva troppo a disagio. Così ho lasciato perdere il tradimento per ripicca.
      Non so se mio marito sapesse che io sapevo dei suoi tradimenti. Diventò comunque più audace, si preoccupava molto meno di coprire le sue tracce. Una sera addirittura si inventò una cena con gli amici e dalla finestra vidi che stava entrando in una macchina dove alla guida c'era una donna.

      Mio marito era un traditore seriale. Probabilmente mi aveva sempre messo le corna, da quando eravamo fidanzati.
      A 28 anni, forse sarà stato l'avvicinarsi dei 30 e di una maggiore consapevolezza e saggezza, ho capito che non potevo continuare a non vedere e dovevo affrontarlo. 

      In quel periodo c'era un tradimento in corso. Il caro traditore seriale stava frequentando una ragazzina sui 20, conosciuta chissà dove. Una volta li avevo visti sotto casa. Lei era stata così spudorata da baciarlo e lui era molto imbarazzato e aveva provato a scostarla subito.
      Una sera gli ho detto, senza mezzi termini...
      "Sono stanca dei tuoi tradimenti, devi smetterla o ti chiederò la separazione."
      Lui è cascato dalle nuvole, ovviamente ha negato. Mi ha dato della pazza, della gelosa, della paranoica. Ha alla fine accusato me di avere l'amante e quindi per questo stavo cercando una scusa per separarmi. La mia reazione è stata prendere per mano nostro figlio, mettere in borsa l'occorrente per star fuori qualche notte e uscire per andare da mia madre.

      Il traditore seriale a quel punto si è trasformato.
      E' scoppiato a piangere e si è inginocchiato sul pianerottolo, pregandomi di rientrare. Ha confessato tutti i suoi tradimenti. Mi ha detto che era stato un verme e che non l'avrebbe fatto mai più. Da ingenua quale ero gli ho creduto e sono rientrata a casa.
      L'ho fatto soprattutto per nostro figlio.
      Tempo qualche settimana e il traditore ha ricominciato. Stavolta io mi sono fatta furba e ho chiamato un investigatore privato perchè volevo raccogliere ogni prova. Volevo avere tutto in regola per un'eventuale separazione. 
      L'investigatore privato ha scattato fotografie, fatto appostamenti, acquisito registrazioni.
      Ho scoperto che mio marito non aveva un'amante alla volta ma anche due o tre.
      E a tutte raccontava la stessa bugia. "Il mio matrimonio è in crisi."
      Quando ho raccolto abbastanza prove, sono andata direttamente da un avvocato e la sera stessa, mentre lui era ancora al lavoro, io e mio figlio ci siamo trasferiti da mia madre.
      Lei non era entusiasta ma alla fine ha capito che il mio orgoglio e la mia dignità valevano di più di un matrimonio fondato su infedeltà e bugie. Ci ha accolto in casa e ci ha protetti.
      Non potevo più accettare di essere sposata a un traditore seriale.

      Lui ha provato ovviamente a recuperare, ha anche minacciato il suicidio, ma io sono stata ferma sulla mia decisione di separarmi.
      Tra poco saranno due anni che ci siamo separati e non sono mai stata così felice. Sola, con un bambino a carico, senza una casa tutta mia, ma felice.
      Spero che la mia testimonianza possa aiutare altre donne a scegliere loro stesse, a non accettare di avere un uomo traditore vicino. Perchè la nostra dignità e il rispetto di noi stesse conta prima di ogni altra cosa!
      Un saluto.

      Uma


    11. Ciao a tutti e a tutte sono una ragazza di napoli 20 anni e devo raccontare una storia brutta di tradimento... purtroppo la traditrice sono proprio io :-( sono fidanzata da un anno con un ragazzo mio coetaneo... questa estate sono andata in vacanza da una mia amica a luglio... lui non è venuto perchè doveva lavorare e avevamo programmato una vacanza insieme ad agosto...
      lì ho conosciuto un ragazzo molto carino di reggio emilia più grande (26 anni) e single... siamo diventati amici e poi purtroppo è nata una forte attrazione... è finita che ho provato a resistere ma alla fine ho ceduto e ho tradito il mio fidanzato... siamo stati a letto insieme... e tutti pensavano che fossimo una coppia perchè abbiamo passato due settimane sempre appiccicati. 
      il mio fidanzato non ha sospettato assolutamente il tradimento... ci sentivamo un paio di volte al giorno e io facevo di tutto per nascondere le corna... il mio amante lo sapeva che ero fidanzata e anche se era geloso stava al posto suo...
      quando ci siamo salutati ci siamo promessi di continuare la nostra storia clandestina... lui mi ha chiesto di lasciare il mio ragazzo ma io gli ho detto che avrei dovuto pensarci.
      da quel giorno ci siamo sentiti tutti i giorni con il mio amante e quando non uscivo con il mio ragazzo parlavamo tanto anche in chat e in webcam... il mio fidanzato non ha mai sospettato del tradimento e io non ho mai pensato di confessare anche perchè sarebbe solo un modo per scaricarmi la coscienza lui soffrirebbe e basta delle corna... è molto orgoglioso.. e serio...
      un paio di volte il mio amante è venuto anche a trovarmi e una volta sono andata io a reggio.
      siamo stati benissimo... il fatto è che io amo il mio ragazzo anche se nessuno mi crederà perchè gli ho messo le corna... ma è così io lo amo... e poi non ci credo nelle storie a distanza.
      vorrei continuare così per sempre... avendo un ragazzo e un amante segreto... ma lo so che non è giusto ed è molto egoista da parte mia...
      cosa posso fare per interrompere questa situazione? grazie mille...
      Kikketta94


    12. Ciao, sono una ragazza di 23 anni. Non so cosa mi è passato per la testa negli ultimi mesi. 
      Sono fidanzata da sei anni e mezzo con un ragazzo della mia età che penso di amare ma sto vivendo una storia bellissima, proibita e clandestina, con un uomo sposato che ha quasi il doppio della mia età (45 anni.......)
      Quest'uomo sposato l'ho conosciuto su Facebook, avevamo la stessa passione per i conigli nani e questo ci ha spinto a parlare e a diventare amici. Scoprendo che lui era della mia stessa città abbiamo pensato di vederci per un innocente caffè. Lui sapeva che io sono fidanzata e io sapevo che ero sposato. Da quel caffè è iniziato tutto...
      C'è stato subito un colpo di fulmine. Io ho capito che mi piaceva tantissimo e anche io piacevo a lui. Ci siamo baciati quella volta. Poi ci sono state altre volte... non siamo riusciti a resistere e siamo finiti a letto.
      Io ho tradito il mio ragazzo e lui ha tradito mia moglie. Lo dico non per giustificarmi ma perchè è la verità. Prima di allora nè io nè lui avevamo mai tradito, il tradimento ci era totalmente sconosciuto. 
      La prima volta che ho messo le corna al mio ragazzo mi sono sentita incredibilmente sporca. Ho pianto dopo che sono stata a letto con il mio amante. 
      Eppure ho provato emozioni incredibili...
      Successivamente, a ogni tradimento, a ogni infedeltà, mi sono sentita come "dissociata". Ero un'altra persona. Forse sarà stato un meccanismo della mia mente per sopravvivere a questo tipo di vita, al tipo di vita di... una traditrice come me.
      Ogni tanto io e il mio amante sposato fantastichiamo sul futuro. Ovviamente io non gli ho chiesto di lasciare sua moglie e lui non mi ha chiesto di lasciare il mio ragazzo. E' stato un patto che abbiamo fatto fin da subito. Ci siamo detti che anche se dovessimo innamorarci, non dobbiamo fare follie perchè sarebbe da incoscienti rovinare le nostre vite normali per metterci insieme. Io sarò un'amante di un uomo sposato ma non sono una fasciafamiglie.
      Quando fantastichiamo immaginiamo di fare un viaggio insieme, di camminare mano nella mano come due fidanzati... ci fa male ma ci fa bene allo stesso tempo.
      So che dovrei smettere e chiudere questa storia clandestina ma non ci riesco proprio!
      Un saluto a tutti, soprattutto alle persone che vivono situazioni complicate come la mia.
      Mara


    13. Una nuova anomalia è stata scoperta sul suolo marziano attraverso alcune immagini scattate dal Rover Curiosity della NASA in missione su Marte.

      Le immagini sono state scattate rispettivamente lo scorso 29 febbraio e 3 marzo 2016 e mostrano un misterioso oggetto artificiale dietro una formazione rocciosa.

      Nel video  del ricercatore Frank Van Asch, il quale ha confrontato le immagini in bianco e nero scattate il 29 febbraio dal rover con le immagini a colori scattate il 3 marzo, si può osservare come lo strano oggetto appare solo nelle immagini a colori, anche se le immagini sono state prese da angolazioni diverse.

      Non solo Curiosity su Marte

      L’oggetto sembra essere un veicolo a tutti gli effetti anche perché una parte dello stesso sembra assomigliare ad una scavatrice, chissà se sul pianeta rosso non ci sia qualcun’altro oltre a Curiosity.


    14. Il video che vi mostriamo qui di seguito potrebbe essere la prova definita di uno dei più importanti avvistamenti non identificati del Nord America, l’evento di Phoenix che coinvolse migliaia di residenti alcuni dei quali, secondo le cronache dell’epoca, videro effettivamente, oltre alle misteriose luci, anche un oggetto a forma di diamante che si librò per circa un paio d’ore sopra la città.

      Nel filmato che è stato divulgato in rete grazie ad un sedicente ex appartenente all’U.S. Air Force degli Stati Uniti d’America, il quale afferma che le immagini sono reali e sono state girate dalle cabine di pilotaggio di un Lockheed-Martin F-16 e di un caccia Fairchild Republic A-10 Thunderbolt, impegnati nell’intercettazione di un misterioso oggetto nero di forma triangolare apparso, secondo la fonte, durante la notte in cui ebbe luogo il famoso avvistamento di Phoenix.

      Un filmato conferma la natura aliena delle luci di Phoenix

      Ovviamente non abbiamo certezze sulla genuinità del filmato poiché potrebbe trattarsi di una simulazione creata al computer come potrebbe essere la certezza che ciò che videro i testimoni quel giorno fosse un vero e proprio avvistamento ufo.


    15. L’immagine che vi riportiamo mostra la sagoma di un oggetto discoidale opportunamente coperto sul retro di un autocarro scortato da altri veicoli preposti alla sicurezza del misterioso carico che si dirige verso la famosa Area 51.

      La curiosa foto è stata scattata da un certo Charlene Yazzie che non riusciva a credere ai suoi occhi dopo aver individuato un bizzarro carico stradale mentre si muoveva in direzione opposta percorrendo la famosa Route 77, nei pressi di Holbrook in Arizona.

      Proprio per l’eccezionalità del carico, l’autocarro veniva scortato da alcuni misteriosi veicoli del Dipartimento di Pubblica Sicurezza (DPS).

      L’oggetto misterioso trasportato dal convoglio in direzione sud era coperto da una tela cerata che ricopriva gran parte del semirimorchio, ovviamente questo trasporto eccezionale è diventato subito tema di discussione.

      Alcuni teorici della cospirazione sono convinti che alcuni leader mondiali siano riusciti a comunicare con degli alieni all’insaputa della gente comune che doveva essere tenuta all’oscuro dei fatti per timore di potenziali ripercussioni sociali e religiose, violando in questo modo lo stato di diritto e la libera informazione.

      Insolito carico trasportato verso l Area 51

       

      Il Department of Public Safety, spiega che si tratta di una intelligente burla ben orchestrata in modo da non dover ammettere che le autorità sono a conoscenza di quanto sta realmente accadendo nei cieli di mezzo mondo e soprattutto mettere in ridicolo i sostenitori della teoria extraterrestre .

      In un comunicato il dipartimento ha dichiarato: “Purtroppo non sappiamo ancora di cosa si tratta anche se l’oggetto trasportato dal convoglio sembra molto interessante. Probabilmente il misterioso carico era costituito da una lente destinata a qualche osservatorio o un velivolo sperimentale pronto per essere testato all’interno della controversa Area 51”.


    16. Una telecamera di monitoraggio posizionata su un tratto di strada poco trafficato ha immortalato accidentalmente un presunto fenomeno ultraterreno.

      Il misterioso evento si è verificato nel quartiere centrale di Diyarbakir Kayapınar Diclekent, in Turchia, la notte del 12 febbraio scorso quando una telecamera di sicurezza puntata verso la strada è riuscita a sequenziare l’atterraggio di uno strano oggetto che molti associano a un’entità extraterrestre.

      Per alcuni istanti lo strano oggetto sembra rimanere sospeso in aria, per poi tornare a posarsi nuovamente sul manto stradale.

      Nel video si può osservare come la strana presenza attraversa molto lentamente la carreggiata per poi dirigersi senza fretta verso la parte sinistra dell’inquadratura ove si smaterializza nell’oscurità.

      Entita Aliena si materializza in Turchia

      Non sono stati forniti altri dettagli circa la strana e inspiegabile manifestazione ultraterrena nonostante le immagini sembrano essere genuine, almeno per quanto riguarda il mancato utilizzo della computer grafica.


    17. Continuano a pervenire numerose segnalazioni relative a strane strutture rilevate in alcune foto scattate dai vari rover della NASA e tra una pareidolia e l’altra spesso riescono a individuare effettivamente delle curiose presenze difficilmente spiegabili come in questo caso.

      Una nuova anomalia infatti è stata individuata nei cieli di Marte dal rover Opportunity il quale ha immortalato uno strano oggetto volante che in lontananza sembra spostarsi da destra verso sinistra dello schermo.

      Nelle immagini scattate dal rover si può notare come lo strano dispositivo, qualora lo fosse veramente , lascia dietro di sé una sbiadita scia simile a una sorta di distorsione che ci consente di stabilire la sua direzione.

      Opportunity immortala una nuova anomalia su Marte

      Per alcuni il misterioso velivolo spaziale distinguibile in lontananza starebbe monitorando l’attività del rover Opportunity il che non dovrebbe stupirci visto che prossimamente i veri alieni su Marte saranno gli esseri umani.


    18. L’attesa è quasi finita, la comunità scientifica è in attesa del possibile annuncio sulle onde gravitazionali, la cui esistenza è stata teorizzata un centinaio di anni fa da Albert Einstein e la cui scoperta riuscirà a far comprendere meglio l’origine dell’universo.

      Oggi durante una conferenza stampa congiunta indetta alle 16:30 a Washington e a Pisa per annunciare presumibilmente, di essere riusciti a osservare, grazie al Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO), le increspature nel tessuto dello spazio-tempo prodotte da due buchi neri in collisione.

      Finora però non sono mai state “trovate” e l’annuncio può ambire al titolo di scoperta del secolo e i ricercatori che hanno partecipato agli esperimenti entrare tra i candidati a uno dei prossimi Nobel per la fisica.

      Scoperta del secolo sulle onde gravitazionali

      In base alle teorie di Einstein, le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo causate da eventi di dimensioni catastrofiche, il problema è che sono difficilissime da individuare perché il loro passaggio ha effetti microscopici, nell’ordine di milionesimi delle dimensioni di un atomo.

      Secondo alcune indiscrezioni sarebbero state osservate le increspature generate dalla ‘fusione’ di due

      Scoperta del secolo sulle onde gravitazionali

      buchi neri, con una massa rispettivamente di 36 e 29 volte quella del Sole.

      Osservare le onde gravitazionali potrebbe rivoluzionare completamente il modo con cui studiamo l’universo e per questo esistono molti progetti ed esperimenti che danno loro la caccia.

      L’Agenzia Spaziale Europea all’inizio di dicembre ha lanciato la sonda Lisa Pathfinder, che sta testando tecnologie da impiegare nei prossimi anni in un gigantesco osservatorio spaziale.

      Se l’esistenza delle onde fosse confermata, sarebbe una delle più grandi scoperte scientifiche del nostro tempo.


    19. Il testimone era in volo verso l’isola di Maiorca insieme alla sua famiglia, l’uomo dichiara di essersi accorto solo adesso di quanto ripreso ma non crede si possa essere trattato di un caso di Ufo e proprio per questo motivo si augura che qualcuno possa aiutarlo a fare luce su quello che ha visto, per poter cosi definitivamente chiarire lo strano caso.

      Le scie potrebbero essere state rilasciate da un singolo oggetto volante sorpreso mentre sfrecciava in direzione opposta a quella dell’aereo.

      Ufo sfreccia vicino aereo di linea a Manchester

      Si tratta forse del solito drone, come alcuni scettici vogliono far credere? O, come molti sostengono,un dispositivo sconosciuto di fattura non terrestre?Nessuno è stato in grado di formulare un’ipotesi plausibile di quello che il testimone può aver ripreso nel suo breve video ma certamente è da escludere si possa essere trattato di un fotomontaggio, cosi come appurato da alcuni tecnici che hanno analizzato il video che è risultato autentico e genuino.


    20. Ufo sfreccia vicino aereo di linea a Manchester

      Il video che vi mostriamo qui di seguito risale allo scorso settembre 2015, quando durante il decollo di un aereo di linea un passeggero che stava filmando dal finestrino ha immortalato  due strani oggetti che sfrecciano a fortissima velocità lungo il lato sinistro dell’aereo rilasciando dietro di sé due strane scie appena percepibili ad occhio nudo.

      Il testimone era in volo verso l’isola di Maiorca insieme alla sua famiglia, l’uomo dichiara di essersi accorto solo adesso di quanto ripreso ma non crede si possa essere trattato di un caso di Ufo e proprio per questo motivo si augura che qualcuno possa aiutarlo a fare luce su quello che ha visto, per poter cosi definitivamente chiarire lo strano caso.

      Le scie potrebbero essere state rilasciate da un singolo oggetto volante sorpreso mentre sfrecciava in direzione opposta a quella dell’aereo.

      Ufo sfreccia vicino aereo di linea a Manchester

      Si tratta forse del solito drone, come alcuni scettici vogliono far credere? O, come molti sostengono,un dispositivo sconosciuto di fattura non terrestre?

      Nessuno è stato in grado di formulare un’ipotesi plausibile di quello che il testimone può aver ripreso nel suo breve video ma certamente è da escludere si possa essere trattato di un fotomontaggio, cosi come appurato da alcuni tecnici che hanno analizzato il video che è risultato autentico e genuino.

       


    21. Nel corso delle lezioni precedenti è stato possibile analizzare alcuni frammenti di codice in cui venivano eseguite operazioni in base a determinate condizioni. Questo è possibile grazie alle istruzioni condizionali che ci consentono di avere comportamenti differenti all’interno del nostro codice in base a specifiche condizioni.

      if

      L’istruzione if è forse la più rappresentativa tra le strutture di controllo del flusso: ci permette di eseguire o non eseguire certe porzioni di codice. Esaminiamone la sintassi più elementare:

      if( <condizione> ) <istruzione>

      Dopo la keywork if, deve essere indicata fra parentesi un’espressione da valutare (condizione). Questa espressione sarà valutata in senso booleano, cioè il suo valore sarà considerato vero o falso.

      Dunque, se la condizione è vera, l’istruzione successiva verrà eseguita, altrimenti sarà ignorata.

      Spesso, al verificarsi della condizione, abbiamo la necessità di eseguire non una sola ma più istruzioni. Questo è perfettamente possibile, ricordandoci che possiamo utilizzare i blocchi di istruzioni compresi fra parentesi graffe.

      $nome = 'Luca';
      $messaggi = 10;
       
      if ($nome == 'Luca') {
          $messaggi = 5;
       
          echo "Ciao Luca,<br>";
          echo "Bentornato sul nostro sito Web!<br>";
      }
       
      echo "Ti restano $messaggi messaggi da inviare";

      Se la variabile $nome ha effettivamente il valore “Luca”, le istruzioni successive, comprese tra parentesi graffe, saranno eseguite. Dopo avere valutato la condizione ed eventualmente eseguito le istruzioni previste, lo script proseguirà con ciò che sta fuori dalle parentesi graffe. Quindi verrà mostrato il numero di messaggi relativi all’utente corrente. Nel nostro caso corrisponderà  a “5″, dato che la variabile $messaggi è stata modificata all’interno delle parentesi graffe.

      Se l’istruzione da eseguire nel caso in cui la condizione sia vera è una sola, le parentesi graffe sono opzionali.

      if ($nome == 'Luca')
          echo "Ciao Luca!";
       
      if ($nome == 'Luca') {
          echo "Ciao Luca!";
      }

      I due costrutti appena proposti si equivalgono nel risultato.

      NOTA: E’ buona norma usare comunque le parentesi graffe per delimitare il codice condizionato, anche quando esso è costituito da una sola istruzione: infatti questo accorgimento sintattico rende il codice più leggibile, ed inoltre potrebbe limitare gli errori se dovesse capitare di voler aggiungere delle istruzioni al blocco dimenticando di aggiungere le graffe.

      Condizioni booleane

      Se l’espressione da valutare non dovesse restituire un valore booleano, PHP convertirà comunque questo valore in booleano utilizzando alcune precise regole. Esaminiamo un altro semplice esempio:

      if (5) {
          print "Ciao Luca!";
      }

      Questo codice, da un punto di vista logico, non ha nessun senso, ma ci permette di capire come PHP interpreta le nostre espressioni. Infatti in questo caso la stringa “Ciao Luca!” verrà stampata comunque. Questo perché in PHP il valore “5″, così come qualsiasi numero diverso da “0″, è considerato vero (TRUE).

      In sostanza, PHP considera come falsi:

      • il valore numerico “02, nonché una stringa che contiene ’0′;
      • una stringa vuota;
      • un array con zero elementi;
      • un valore NULL, cioè una variabile che non è stata definita o che è stata eliminata con unset(), oppure a cui è stato assegnato il valore NULL esplicitamente.

      Qualsiasi altro valore è per PHP un valore vero. Quindi qualsiasi numero, intero o decimale purché diverso da “0″, qualsiasi stringa non vuota, se usati come espressione condizionale saranno considerati veri.

      Operatori di uguaglianza (==) e assegnamento (=)

      Analizziamo ora un caso che spesso crea dei problemi in fase di sviluppo se non viene compreso fin dalle prime battute. Prendiamo questo codice come esempio:

      $a = 7;
      if ($a = 4) echo '$a è uguale a 4!';

      A prima vista possiamo lasciarci ingannare da queste istruzioni, soprattutto se abbiamo esperienza con linguaggi di programmazione in cui un’espressione come $a = 4 potrebbe essere sia un’assegnazione che un test. Se pensiamo che che questo blocco di codice non stampi niente, rimarremo sorpresi di vedere invece sul browser la frase ‘$a è uguale a 4′.

      L’espressione che abbiamo messo fra parentesi è un’assegnazione: cioè essa assegna alla variabile $a il valore “4″. L’istruzione seguente viene quindi eseguita per il motivo che abbiamo visto prima: il valore della nostra espressione è 4, che per PHP equivale a un vero booleano. Se invece di if ($a = 4) avessimo scritto if ($a = 0) l’istruzione seguente sarebbe stata saltata, perché la nostra condizione avrebbe preso valore “0″, cioè falso.

      Per ottenere il risultato corretto logicamente, avremmo dovuto utilizzare l’operatore di confronto (==):

      $a = 7;
      if ($a == 4) echo '$a è uguale a 4!';

      Ricordiamoci quindi di utilizzare l’operatore condizionale di uguaglianza, il doppio uguale (==) per le comparazioni.

      else

      Negli esempi di codice visti finora avremo sicuramente notato che vengono effettuate operazioni solo nel caso in cui una condizione sia vera. Non eseguiamo invece nulla nel caso in cui questa risulti falsa. Per eseguire istruzioni se la condizione è falsa abbiamo bisogno del costrutto else.

      if (<condizione>) {
          <codice>
      } else {
          <codice>
      }

      La parola chiave else, che significa “altrimenti”, deve essere posizionata subito dopo la parentesi graffa di chiusura del codice previsto per il caso “vero” (o dopo l’unica istruzione prevista, se non abbiamo usato le graffe). Anche per else valgono le stesse regole: niente punto e virgola, parentesi graffe obbligatorie se dobbiamo esprimere più di un’istruzione, altrimenti facoltative. Ovviamente il blocco di codice specificato per else verrà ignorato quando la condizione è vera, mentre verrà eseguito se la condizione è falsa.

      Le istruzioni if possono essere nidificate una dentro l’altra, consentendoci così di creare codice di una certa complessità:

      if ($nome == 'Luca') {
       
          if ($cognome == 'Rossi') {
              echo "Luca Rossi è di nuovo fra noi";
          } else {
              echo "Abbiamo un nuovo Luca!";
          }
       
      } else {
          echo "ciao $nome!";
      }

      In questo caso, abbiamo nidificato un ulteriore test all’interno del primo caso, quello in cui $nome ha il valore “Luca”. Abbiamo infatti previsto un messaggio diverso, a seconda del valore della variabile $cognome.

      elseif

      Un’ulteriore possibilità che ci fornisce l’istruzione if in PHP è quella di utilizzare la parola chiave elseif. Attraverso quest’ultima possiamo indicare una seconda condizione, da valutare solo nel caso in cui quella precedente risulti falsa. Indicheremo quindi, di seguito, il codice da eseguire nel caso in cui questa condizione sia vera, ed eventualmente, con else, il codice previsto per il caso in cui anche la seconda condizione sia falsa.

      if ($nome == 'Luca') {
          echo "bentornato Luca!";
      } elseif ($cognome == 'Verdi') {
          echo "Buongiorno, signor Verdi";
      } else {
          echo "ciao $nome!";
      }

      In questo caso, abbiamo un’istruzione da eseguire quando $nome vale “Luca” nel caso in cui ciò non sia vero, è prevista una seconda istruzione se $cognome è “Verdi”; se nemmeno questo è vero, allora verrà eseguita la terza istruzione. Da notare che, se $nome è “Luca” e $cognome è “Verdi”, viene comunque eseguita solo la prima istruzione, perché dopo avere verificato la condizione, tutti gli altri casi vengono ignorati.


    22. Nella lezione relativa alle espressioni abbiamo introdotto l’operatore di incremento ++ che aumenta di un’unità il valore della variabile a cui viene associato. Questo operatore è soltanto uno tra quelli messi a disposizione da PHP per effettuare operazioni aritmetiche. Vediamo insieme nel dettaglio quali sono gli altri e qual’è il loro funzionamento.

      Iniziamo ovviamente dai più semplici, quelli più intuitivi che sicuramente già conosciamo:

      $a = 1 + 1; // operatore di somma
      $b = 1 - 1; // operatore di sottrazione
      $c = 1 * 1; // operatore di moltiplicazione
      $d = 2 / 1; // operatore di divisione

      Oltre alle quattro semplici operazioni matematiche precedentemente descritte abbiamo a disposizione anche l’operatore modulo, il quale restituisce il resto di una divisione, come nell’esempio seguente:

      $e = 5 % 2; // 5 diviso 2 = 2 con il resto di 1 => $e = 1

      L’operatore modulo è spesso utilizzato per determinare se un valore è pari o dispari:

      $e = 5;
      if(($e % 2) == 0) {
          echo "5 è pari";
      else {
          echo "5 è dispari";
      }

      In questo caso la condizione stamperà a schermo 5 è dispari dato che il resto dell’operazione è 1 e non 0. La condizione appena proposta all’interno dell’ if è un operatore booleano che tratteremo approfonditamente nella prossima lezione. Per ora utilizziamo invece l’esempio anche per introdurre un’altra regola di priorità: le parentesi (). Queste ultime modificano la priorità delle operazioni in un’espressione proprio come accade nella matematica, valutando prima il valore in esse contenuto e poi il resto dell’espressione. Nel nostro caso viene prima valutato il valore del modulo e poi eseguito il resto dell’espressione.

      Tornando agli operatori aritmetici introdotti in questa lezione, essi possono essere utilizzati non solo tra valori scalari ma anche con variabili e funzioni, come già mostrato nella lezione delle espressioni:

      $a = 1 + 1;
      $b = 4 - 2;
       
      $b = $b + $a; // 2 + 2 = 4

      Nell’esempio appena visto possiamo notare la situazione in cui il risultato di un’espressione viene assegnato come risultato alla variabile stessa. La variabile $b, quindi, viene modificata sommando il suo valore iniziale al valore di $a. La stessa espressione può essere riscritta utilizzando gli operatori di assegnazione combinati:

      $b += $a; // equivale a $b = $b + $a

      Tali operatori possono essere utilizzati con tutte le operazioni aritmetiche finora descritte:

      $b += $a; // $b = $b + $a
      $b -= $a; // $b = $b - $a
      $b *= $a; // $b = $b * $a
      $b /= $a; // $b = $b / $a
      $b %= $a; // $b = $b % $a

      Gli ultimi due operatori aritmetici li abbiamo già analizzati ad inizio lezione e in quella precedente, stiamo parlando degli operatori di incremento e decremento.

      $i = 0;
      ++$i; // incrementa di 1 la variabile $i
      $i++; // incrementa di 1 la variabile $i
       
      --$i; // decrementa di 1 la variabile $i
      $i++; // decrementa di 1 la variabile $i

      La differenza della posizione dell’operatore determina la priorità con cui viene eseguito l’incremento o il decremento. Se si trova a sinistra viene eseguita prima di valutare il resto dell’espressione; se si trova a destra viene eseguita dopo aver valutato l’espressione. Vediamo alcuni esempi a riguardo:

      $i = 5;
      if( ++$i == 6 ) {
          echo 'La variabile $i è uguale a 6';
      } else {
          echo 'La variabile $i è diversa da 6';
      }
       
      $i = 5;
      if( $i == 6 ) {
          echo 'La variabile $i è uguale a 6';
      } else {
          echo 'La variabile $i è diversa da 6';
      }
      ++$i;

      I due costrutti condizionali appena visti sembrano del tutto identici, il risultato però è diverso in base alla posizione dell’operatore di incremento. Nel primo caso la variabile viene incrementata prima di verificare che essa sia uguale a 6, quindi verrà eseguito il codice nel primo ramo della if, quello corrispondente alla condizione vera. Nel secondo caso, invece, la variabile viene incrementata al termine dell’espressione quindi verrà valutato 5 == 6 che è falso e quindi verrà eseguito il codice nel ramo dell’else.


    23. In informatica un’espressione può essere considerata come la combinazione di uno o più valori con operatori e funzioni. Tale combinazione produce un valore come risultato. Si può applicare la definizione matematica di espressione anche nei linguaggi di programmazione.

      In PHP può essere definita espressione un qualsiasi costrutto che restituisce un valore. Vediamo a tal proposito alcuni esempi:

      5 //il valore dell'espressione è 5
      "stringa" // il valore dell'espressione è "stringa"
      5 > 1; // il valore dell'espressione è true
      5 < 1; // il valore dell'espressione è false
       
      5 * 3 // il valore dell'espressione è 15
      "ciao " . "Simone" // il valore dell'espressione è "ciao Simone"
       
      /*
      pow() restituisce il primo parametro elevato alla potenza del secondo
      il valore dell'espressione sarà: 2 + 4 = 6
      */
      2 + pow(2, 2)

      Il valore di una qualsiasi espressione può essere assegnato ad una variabile. Nel caso proposto di seguito il valore della variabile è dato dal risultato dell’espressione che si trova a destra dell’operatore di assegnazione (=):

      $a = 3 + 3; //il valore di $a è il risultato dell'espressione: $a = 6

      Questa sintassi consente di avere più espressioni all’interno di una singola istruzione. Prendiamo come esempio un costrutto echo che viene utilizzato per stampare a schermo un valore passato come parametro (es. echo 2;). Possiamo anche passare al costrutto il risultato di un’espressione definita all’interno della stessa istruzione, in questo modo:

      echo 1 + 2;

      L’esempio appena presentato stamperà a schermo il valore 3: questo poiché tendenzialmente le espressioni vengono valutate da destra verso sinistra. In questo caso quindi viene prima eseguita l’espressione 1 + 2 e poi passato il risultato al costrutto echo.

      Tale regola, però, non è sempre vera. Vedremo infatti nelle prossime lezioni che le funzioni e gli operatori possono definire priorità differenti.

      Alla luce della regola appena definita, analizziamo alcuni esempi della applicazione pratica:

      /*
      rispetta la regola precedente, l'unica differenza sta nel fatto che
      prima di passare il valore al costrutto echo, esso viene
      assegnato alla variabile $valore
      */
      echo $valore = 1 + 2;
       
      /*
      anche in questo caso si procede da destra verso sinistra
      concatenando le due stringhe e poi passando il valore al costrutto
      */
      echo "ciao " . "Simone";

      Possiamo anche utilizzare delle variabili all’interno di un’espressione. In questo caso, come nei precedenti, verrà assegnato alla variabile di sinistra il valore del risultato dell’espressione a destra dell’operatore di assegnazione:

      $b = $a + pow(2, 2); // $b = 6 + 4 => $b = 10

      Come anticipato in precedenza, ci sono operatori che possono avere priorità maggiore e che quindi vengono eseguiti prima di altri. Vediamo un breve esempio a riguardo:

      $i = 1;
      echo ++$i;

      L’operatore di incremento ++ aumenta unitariamente il valore della variabile a cui è applicato. Al termine della valutazione, quindi, verrà stampato a schermo il valore 2. L’operatore può essere applicato prima (pre-incremento) o dopo (post-incremento) rispetto alla variabile di riferimento. A seconda della posizione cambia la priorità e, di conseguenza, il risultato dell’operazione.

      Nel caso appena descritto l’operatore viene applicato prima dell’esecuzione del costrutto e, quindi la variabile $i verrà incrementata di un’unità prima di essere stampata. Nel caso in cui l’operatore venga posizionato dopo la variabile, il suo incremento verrà posticipato al termine della valutazione dell’espressione.

      echo $i++;

      In quest’ultimo esempio verrà stampato a schermo il valore 0 e, successivamente, incrementato il valore della variabile. Approfondiremo questo operatore nella lezione relativa agli operatori matematici.


    24. In PHP, come in altri linguaggi per la programmazione o lo sviluppo, una costante è definibile come una porzione di memoria destinata a contenere un dato caratterizzato dal fatto di essere immutabile durante l’esecuzione di uno script. Sulla base di quanto appena detto le costanti possono essere quindi considerate come l’esatto opposto di una variabile, inoltre, sempre a differenza delle variabili, le costanti divengono automaticamente globali per l’intero script nel quale vengono definite.

      Una costante può essere definita in PHP attraverso l’impiego del costrutto define che accetta due parametri in ingresso, questi ultimi sono: il nome della costante e il valore associato ad essa in fase di digitazione del codice.

      A livello sintattico le costanti in PHP vengono dichiarate attraverso dei nomi che iniziano con una lettera o con l’underscore, per esse non è quindi previsto l’impiego del carattere iniziale $ come avviene invece per le variabili. Per convenzione i nomi delle costanti vengono scritti interamente in maiuscolo.

      Il valore contenuto da una costante può essere soltanto di tipo scalare o null. I tipi di dato scalare sono: interi, float, stringhe e booleani. Nella release 7 di PHP, non ancora rilasciata in versione definitiva nel momento in cui viene scritto questo articolo, si potranno utilizzare anche gli array. Vedi le novità principali di PHP 7.

      Analizziamo ora alcuni esempi pratici di definizione delle costanti:

      define('COSTANTE', 'stringa');
      define('POST_PER_PAGINA', 10);
      define('TEMPLATE_EMAIL', 'template.html');
      

      Per accedere al valore contenuto dalla costante è sufficiente utilizzare il suo nome all’interno del codice, come evidenziato dagli esempi seguenti:

      echo COSTANTE;  //stamperà "stringa" in output
      echo "Numero di posta per pagina: " . POST_PER_PAGINA;

      Per verificare che una costante sia stata effettivamente definita, si può utilizzare la funzione nativa di PHP chiamata defined() che acetta in ingresso il nome della costante come argomento:

      echo defined('COSTANTE');  //stamperà "1" in quanto la costante "COSTANTE" esiste
      echo defined('COSTANTE_NON_ESISTENTE'); //non stamperà nulla
      

      Per recuperare tutte le costanti utilizzate all’interno dell’esecuzione di uno script si ha la possibilità di utilizzare invece la funzione denominata get_defined_constants() tramite una sintassi come quella proposta nell’esempio seguente:

      var_dump(get_defined_constants(true));

      Le costanti predefinite

      Il linguaggio PHP, oltre a consentire la definizione di nuove costanti durante la digitazione dei sorgenti, contiene anche alcune costanti predefinite che potrebbero rivelarsi utili in circostanze specifiche:
      1122.PNG.63a21d66e039bbf43cdb42c00d53884

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